Imparare a gestire le emozioni è una delle capacità più importanti nella vita: continua a leggere e scopri insieme a me perché.

Chiariamo… cos’è un’emozione?

Una delle definizioni più utili si ricava dalla parola in inglese E-motion con “E” che sta per energia e “motion” per movimento.

Le emozioni sono ENERGIA IN MOVIMENTO

Se questa è la definizione che ne vogliamo dare, allora vediamo in che modo questa energia si palesa. Questa energia polifunzionale prodotta dal nostro organismo si manifesta attraverso sensazioni corporee percepite nel corpo (pressione, temperatura, estensione, consistenza).

Tipicamente le emozioni sono attivate da pensieri, convinzioni, reazioni innate e condizionamenti stimolo-risposta.

L’importanza delle emozioni

Le emozioni sono davvero molto importanti: sicuramente più di quanto immaginiamo ed hanno effetti importanti sui processi cognitivi e decisionali.

Ogni stato emotivo provoca una serie di comportamenti e risposte: quello che provi determina quello che pensi, dici e fai.

A seconda dello stato d’animo che hai, infatti, emergono comportamenti e pensieri specifici. Quando sei felice e soddisfatto, scommetto che hai comportamenti e pensieri diversi da quando provi rabbia o tristezza.

Se ci fai caso, in momenti intensi di rabbia e paura la nostra capacità di ragionare viene pesantemente messa in discussione. Viene da sé, quindi, che sarebbe da evitare l’idea di prendere decisioni, soprattutto se importanti, sulla base di una reazione emotiva.

Come si manifestano nel tuo corpo

Le emozioni hanno una componente fisiologica: pensa alle “farfalle nello stomaco” o al “nodo alla gola”. Tutte queste modificazioni di calore corporeo, battiti cardiaci, sudorazione vengono sperimentate e sentite nel nostro corpo.

Un gruppo di ricercatori finlandesi dell’Università di Tampere e della Aalto University, sono riusciti a realizzare una mappa somato-sensoriale delle emozioni. I ricercatori hanno coinvolto 700 individui di diverse provenienze etniche ed hanno indotto in loro diversi stati emotivi (è importante sottolineare che la decisione di coinvolgere persone provenienti da parti del mondo molto diverse tra loro serviva a dimostrare che il codice delle sensazioni corporee legate alle emozioni è universale)

I ricercatori hanno consegnato ai partecipanti delle immagini del corpo umano e chiesto di colorare (usando diversi colori) le parti del corpo che sentivano “accendersi” o “spegnersi” in risposta all’emozione suscitata. Dai risultati ottenuti si è compreso come ad esempio l’ansia attivi sensazioni nel petto, la rabbia si senta su petto, pugni e viso, l’amore si avverte come calore dalle ginocchia in su e la felicità ci accende completamente!

Dando un’occhiata all’immagine qui sotto puoi farti un’idea ancora più chiara di quello che ti sto raccontando:


Inoltre esistono solide evidenze scientifiche dietro la correlazione tra l’esperienza emotiva e una serie di disturbi e condizioni di salute, dai disturbi cardiaci alla depressione, dall’obesità al dolore cronico. E che, detto in altre parole, significa che le emozioni che provi e senti possono fare bene o male al tuo corpo. Ragione in più per imparare a scegliere le emozioni che vogliamo!

Quale dimostrazione migliore, quindi, rispetto al fatto che mente e corpo sono collegati tra loro in modo intrinseco e profondo?

Emozioni primarie e complesse

Per avere una panoramica generale sulle emozioni è bene ricordare che si possono suddividere in emozioni primarie ed emozioni complesse.

Le sei emozioni definite primarie si manifestano nei periodi iniziali della vita, sono universali e transculturali. Rabbia, paura, disgusto, sorpresa, tristezza, felicità. Sono le emozioni su cui si basano e modellano quelle complesse.

Successivamente alle emozioni primarie, infatti, si sviluppano anche quelle complesse come: orgoglio, gelosia, invidia, senso di colpa, amore, vergogna, speranza, ansia, perdono, compassione, depressione, gratitudine.


Saper gestire le emozioni è una delle competenze più importanti che puoi acquisire nella vita: non sapere intervenire sul proprio stato emotivo significa essere in balia di forze interne con risultati dannosi o limitanti sulla nostra vita.

La cosa importante da sapere è che sul proprio stato emotivo si può intervenire con una serie di tecniche e su diversi piani.  Tra i diversi livelli d’intervento vi sono quello “energetico”, cognitivo e somatico.

Prima di tutto è pero importante sapere quali sono gli errori classici in cui le persone s’imbattono quando vogliono fronteggiare un’emozione negativa.

3 cose che non devi fare con un’emozione negativa

1) Evitarla

In genere quando si prova un’emozione spiacevole viene naturale evitare la situazione o la persona\e che la evoca. Questa strategia non solo tenderà a limitare la propria vita ma nel tempo comporterà un aumento della forza e dell’intensità dello stato emotivo evitato.

2) Opporgli resistenza

Un’altra strategia comune è quella di negare l’esperienza emotiva opponendogli resistenza.  Quest’approccio è estremamente controproducente in quanto la resistenza esercita una forza uguale o superiore a quella dell’emozione cui si resiste.

3) Identificarti con essa

Un altro sbaglio è identificarsi con l’emozione che si sta sperimentando, portando a livello d’identità l’emozione in oggetto. C’è una sottile ma sostanziale differenza nel dirsi “sono arrabbiato/impaurito” dal dirsi “in questo momento sto provando rabbia/paura.”

Un’emozione è infatti qualcosa che si prova, non qualcosa che si è.  Il fare questa distinzione ci consente di assumere una prospettiva più distaccata e obiettiva nei confronti dell’emozione attiva.

Spesso ci raccontiamo che le emozioni ci prendono, all’improvviso. Senza avvisarci e senza che sia possibile controllarle.

Niente di più sbagliato, niente di più superficiale. È solo un modo per non assumersi la responsabilità dei propri comportamenti e delle proprie azioni.

Tutto parte da qui infatti.

Devi cominciare ad assumerti la responsabilità di ciò che pensi, di ciò che dici e di ciò che fai.

Rendersi conto in modo assoluto che tutto ciò che pensiamo, diciamo e facciamo dipende unicamente da noi, è il punto di partenza per qualsiasi riflessioni seria che riguardi la gestione delle emozioni

E quindi comincia assumendoti tutte le tue responsabilità, smetti di dare la colpa agli altri o a fattori esterni.

Le giornate possono essere meravigliose, tutte.

Se solo tu lo vuoi realmente.

E solo se decidi che sarà una bella giornata.

Ciò non significa che andrà tutto liscio, ciò non significa che ti troverai sempre d’accordo con tutte le persone che incontrerai durante la giornata.

Significa, invece, che imparerai a reagire in modo diverso. Imparerai a controllare consapevolmente i tuoi pensieri e quindi le tue reazioni.

Oltre ad assumerti la responsabilità totale delle tue azioni, e quindi uscire da qualsiasi tentazioni al vittimismo lagnoso, un altro fattore fondamentale per la gestione delle emozioni è riconoscere quando proviamo questa emozione e saperla identificare con chiarezza.

 

Una volta che abbiamo capito che il nostro stato d’animo dipende da noi (e solo da noi!) è importante imparare a identificare quali contesti e quali situazioni “accendono” in noi una certa reazione, che poi noi identifichiamo con l’emozione.

Se imparo quali situazioni esterne, quali situazioni relazionali, mi provocano una reazione divento istantaneamente capace di gestire l’emozione che questa condizione mi provoca.

Facciamo un esempio: se ogni giorno entrando in ufficio sento una sensazione di fastidio causata dalla mancanza di educazione della mia collega che non è solita salutare al mio ingresso nella stanza che condivido con lei, so che quella medesima situazione ripetuta provocherà in me la solita condizione.

Riconoscere la situazione di causa-effetto ci permette di intervenire sulla situazione in questione evitando la nostra reazione emotiva per mezzo di un’analisi del contesto.

È inutile arrabbiarsi ogni giorno per la medesima situazione: devo prendere il controllo di me ed evitare che l’emozione negativa prenda il sopravvento.

Scegli un’altra emozione, cioè scollega il meccanismo di causa-effetto.

E decidi un effetto alternativo.

Se quella situazione (causa) prima mi faceva arrabbiare (effetto), adesso posso decidere di sostituire questo effetto con un altro (tipo indifferenza).

Ma questo è solo un esempio: nei contesti relazionali e lavorativi succedono cose simili quotidianamente.

L’importante è riconoscere il meccanismo latente di causa-effetto che è presente in qualsiasi reazione emotiva.

Dopo aver riconosciuto causa-effetto, prendi il controllo e assumiti la responsabilità della tua reazione.

E decidi che emozione provare davanti a quel fatto.

 

Quindi riassumendo:

  • Assumiti la responsabilità, sempre;
  • Impara a capire la relazione di causa-effetto che giace dietro l’emozione.

Il discorso portato avanti fino ad ora non vuole negare l’importanza delle emozioni: le emozioni sono fondamentali e ci permettono di vivere una vita che non si basa solo su fredda logica.

Le emozioni sono quell’energia interna che ci permette di sognare e amare un’altra persona. Ci dà la spinta per inventare, scoprire e raggiungere quello che la sola razionalità non permetterebbe.

Ma le emozioni non sono solo questo. Avere emozioni significa anche soffrire, piangere e soffrire interiormente
Le emozioni possono anche essere distruttive: odio, rabbia, paura sono emozioni che portano a fare del male al prossimo e a noi stessi.

E quindi vanno sapute gestire…

Come gestire un’emozione?

Ecco un’efficace procedura per trasformare un’emozione negativa.

1) Pensa a una situazione che evoca in te un’emozione negativa e localizza questa emozione nel tuo corpo. Le emozioni, lo scoprirai solo facendoci caso, hanno tutte un luogo specifico e prediletto dove si manifestano. Essendo energia in movimento le sensazioni tendono a iniziare in un punto e a spostarsi verso un altro. Il tuo compito per imparare a gestirle inizia quindi notando il movimento e la direzione dell’emozione.

Ad esempio, potresti avvertire l’emozione avere origine nel petto e scendere verso la pancia oppure iniziare sul volto e scendere verso le mani

2) Nota a questo punto se lungo la sua direzione l’emozione si muove in senso orario oppure in senso antiorario.

Ora usando la tua capacità di immaginare porta fuori l’emozione dal tuo corpo e visualizzala ruotare di fronte a te.

3) Richiama alla mente un colore per te rilassante e invertendo la direzione di rotazione dell’emozione assegna all’emozione stessa questo colore;

4) Riporta la sensazione nel tuo corpo facendola ruotare nella direzione contraria. Mentre continui a ruotare la sensazione sempre più velocemente nella direzione opposta nota come la nuova sensazione rilassante si diffonde nel tuo corpo.

Ripensa alla situazione iniziale mantenendo dentro di te la rotazione e il colore della nuova sensazione

Le emozioni sono la nostra più grande forza interna, quella che ci separa dalle macchine e che ci permette di sognare, di sperare, di amare.

Come tutte le grandi forze però devono essere gestite nel modo più utile. Chi non controlla le proprie emozioni distruttive è infatti da loro controllato, con tutto quello che ne consegue.

Per questo motivo sapere come gestirle è la capacità più importante che puoi acquisire in questa vita.

Per imparare a gestire le emozioni, bisogna anche imparare a sviluppare quella che chiamo consapevolezza emozionale

È quindi importante riconoscere il tipo di risposte emotive che attiviamo a fronte di stimoli esterni ed interni e imparare a gestire con consapevolezza l’energia delle emozioni.

Di fronte ad una emozione, abbiamo tre modi di porci rispetto ad essa:

  1. Negare l’emozione
  2. “Agire l’emozione”
  3. Gestire l’emozione

Negare le emozioni significa non riconoscerle, non dare loro spazio.  Questo modo di porsi è sviluppato sulla base della paura che, consciamente o inconsciamente, le persone hanno rispetto alle emozioni. Questa paura delle emozioni è dovuta all’equivoca convinzione che le emozioni siano qualcosa di esterno da noi che prende il controllo su di noi

Agire le emozioni significa dar loro libero sfogo: le emozioni hanno uno scopo, ci preparano a reagire in tempi molto rapidi, attivandoci anche dal punto di vista fisiologico. Ad esempio, la paura ci predispone alla fuga o ad un immobilismo mimetico. Ma non sempre questo modo di reagire è benefico

La via maestra è gestire le emozioni, senza negarle e senza agirle, ma recependo il messaggio che ci inviano. Capire la loro struttura e capire cosa vogliono comunicarci

Gestire le emozioni in modo consapevole significa sapere di cosa si tratta, dar loro un nome e conoscerne il funzionamento e la dinamica. Già questo contribuisce a creare uno spazio per “vedere” l’emozione e “non identificarci” con essa, dandoci la possibilità di gestirla in modo adeguato al contesto e alla situazione.

Le emozioni, come visto, si dividono in emozioni basilari e emozioni complesse…

Per avere un’idea, minima, di ciò di cui stiamo parlando, guarda tu stesso lo schema qua sotto

Fiore delle emozioni

Questo è quello che si chiama il  “fiore delle emozioni” di Robert Plutchik, che è uno strumento fondamentale per identificare e dare un nome a ciò che proviamo. E capire come queste emozioni si compongono, da quale emozione primaria derivano.

Al centro del fiore dove convergono i petali le emozioni sono più intense, mentre all’estremità dei petali l’emozione è meno intensa.

Inoltre si può osservare come la combinazione di emozioni primarie dia luogo a stati emotivi più complessi, le Diadi come ad esempio Gioia + Fiducia = Amore oppure Fiducia + Paura = Sottomissione.

Queste diadi sono dette primarie, la cui combinazione produce diadi secondarie e terziarie.

Le emozioni ci permettono di valutare immediatamente se uno stimolo è piacevole o spiacevole, conosciuto o sorprendente. Per cui hanno una funzione fondamentale per la nostra sopravvivenza.

Inoltre possiamo dire che i nostri comportamenti e le nostre emozioni sono parte integrante di un processo circolare.

La relazione pensiero – azione genera dei loop che possono essere circoli virtuosi o viziosi, che se non adeguatamente compresi e gestiti, generano comportamenti funzionali o disfunzionali. 

 

Riconoscere l’emozione vuol dire anche riconoscere il pensiero a cui è associata e capire il legame fra loro e il motivo di questo legame.

Le emozioni ci avvertono su come stiamo pensando, osservando, valutando le situazioni e lo fanno utilizzando un linguaggio fisico, analogico che incarna lo scopo, la funzione, per le quali esistono.

Se ti ricordi, avevamo iniziato a parlare poco fa, quando ho accennato alla struttura di causa-effetto che permette la nascita di un’emozione

Le emozioni hanno origine da stimoli esterni (aspetto oggettivo) ma noi siamo responsabili delle risposte, delle reazioni che mettiamo in atto (aspetto soggettivo) anche quando scarichiamo all’esterno questa responsabilità.

Nel nostro vivere quotidiano, personale, relazionale, professionale è importante avere presente, ai fini delle nostre reazioni emotive, che non è l’evento a determinare tali reazioni, bensì come noi interpretiamo l’evento stesso, quale valutazione e quale significato gli attribuiamo.

Possiamo dire che noi reagiamo ai nostri stessi schemi mentali, alle nostre convinzioni che applichiamo in modo automatico (usiamo la nostra “mappa del mondo”): questo schema può essere più o meno funzionale per il nostro benessere, e spesso ci rende impossibile “vedere” le cose da diversi punti di vista, senza pregiudizi, con maggiore flessibilità.

Concludendo possiamo dire che saper riconoscere gli automatismi alla base dei nostri stati emotivi, dei nostri sentimenti è utile:

  • per non identificarci con essi,
  • per poter interrompere i circoli viziosi pensieri-emozioni,
  • per poter introdurre nuovi significati e nuovi legami,
  • per imparare a gestire meglio la respirazione al fine di poter recuperare una certa presenza e lucidità

In questo modo si può raggiungere la condizione di scegliere i comportamenti più funzionali alle situazioni che viviamo, decidendo se e quale azione mettere in atto a seguito dell’attivazione emozionale.

 

Il 30 gennaio continueremo a parlare di questo e tanto altro a Firenze, in un seminario sulla gestione delle emozioni.

Prenota il tuo posto scrivendo a [email protected] oppure visita il sito www.marketingspecifico.com

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